venerdì 21 novembre 2014

Le lettere vere di notte e false di giorno.
- E' una citazione.
Lo so.
- Beh non puoi appropriarti in modo così arbitrario di una citazione. Non è farina del tuo sacco. E poi, che c'entra?
Io credo che in qualche modo possa entrarci.
- Ah, bene! Ovviamente. Diventiamo tutti avvocati del diavolo di qualche morto facendo citazioni,  non lo sai?
Si, lo so.
- Ebbene non hai paura?
Credo di no.
- Non credi sia ovvio e patetico divenire l'avvocato del diavolo di qualche cervello ammuffito?
Diciamo che sono pronta a correre questo rischio.
-Uh. Vuoi forse intendere che hai qualcosa da dire anche tu.
Probabilmente.
- E che magari con una citazione hai più chances di trasmettere ciò che intendi.
Molto approssimativamente, sì, potrebbe essere così.
- Bene, uhm uhm bene. Certo, se consideriamo che quei cervelli ammuffiti e quei cuori spezzati di grossa fama in qualche modo ti hanno identificata... sì beh, ci può stare, puoi farlo. Ok ok, puoi farlo.
Oh, ti ringrazio, sei molto accondiscente, è raro da parte tua.
- Si beh, insomma, mi sforzo ancora di credere in qualche tua subdola possibilità.
Grazie, beh, grazie.
- Solo una cosa
Dimmi.
- Perché introduci il segno del discorso diretto solo quando parlo io?
Perché tu sei la mia coscienza.
- Ah, ho capito. O meglio, no no, aspetta, non ho capito
Tu sei un filtro.
- Sono un filtro?
Si, sei un filtro. Bisogna circoscriverti altrimenti ti si prende sul serio. Esisiti solo ed imprescindibilmetne da un trattino o due virgolette.
- Oh. Beh. Ok, posso accettarlo. Posso accettarlo?
Devi. Non puoi fare diversamente.
- E tu?
Io esisto a prescindere. Dai filtri, e dalle coscienze.

- Beh insomma e che cosa stavi dicendo? Cos'era, chi citavi? Chi era?
Fabrizio de Andrè. Le lettere vere di notte e false di giorno.
- Ohhhhh. Si. Certo, vero, esatto. False di notte...
No, vere di notte.
- Ecco si, vere di notte. E false di giorno.
Si
- Si
- Uh
Esatto
- Perchè?
Perchè le lettere vere di notte e false di giorno?
- No, chiedo... posso chiedere io che sono una coscienza?
Beh, insomma. Non dovresti. Dovresti rispondere.
- Ah.... si. Si è vero. Beh allora...
Allora?
- Non lo so. No, non credo di saperlo.
Ahi.
- E' male?
Beh, non è bene.
- Tu lo sai?
Certo, certo che lo so.
- Beh allora siamo a posto, se lo sai tu... lo so anche io!
Dici? Ne sei sicura?
- Eh no, no, sicura davvero no. Non lo sono. Dovrei?
Dovresti.

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