mercoledì 29 aprile 2015

Guardali negli occhi. (Non può esistere mondo senza scambi d'umana umanità)

Sono a trenta chilometri da Dakar.
Sto per mangiare un grosso polpo arrostito sui carboni ardenti, nel mezzo della spiaggia.
Mentre attendo, guardo l'orizzonte sull'Oceano Atlantico e ne respiro la brezza leggera e violenta.
Sono a trenta chilometri da Dakar e tutto il resto è improvvisamente scomparso.
La madre di Abraham ha avuto otto figli. Lui è l'ultimo. Un giorno, dopo cinque anni di assenza dal Senegal, si è presentato a casa della madre con un camioncino rosso della Bartolini corriere express, lo ha parcheggiato, è entrato a casa, si è accostato al letto, l'ha accarezzata, e sua madre ha pianto, "come non ho mai visto una donna piangere in vita mia".
Siamo a trenta chilometri da Dakar e Eddie mi ordina un asporto di riso con gamberi.
Siamo l'Italia, la Libia, il Senegal, la Costa d'Avorio, il Camerun e Macerata seduti intorno a un tavolo a mangiare riso con gamberi e gamberi fritti.
Il mondo è tutto intorno a un tavolo stasera.
La madre di Abraham a trenta chilometri da Dakar ci dice: Prima il pane, poi il burro da spalmarci sopra. Assicurati sempre, prima, di avere il pane.
Il padre, invece di rimproverarlo, fin da piccolo ad ogni errore commesso gli ha detto "Non importa cosa hai fatto, pagherò io per te, ma dimmi cosa hai fatto, non nascondermi niente",
"Per questo sono onesto".
Lui sa che la cupola del Brunelleschi l'hanno costruita gli africani.
E che Martin Luther King non ha parlato mai abbastanza.
Io provo a parlare delle lacune della Mia cultura. Intorno a un tavolo in cui è seduto mezzo mondo che vale.
Nomino i Novecento morti di Lampedusa come se ne conoscessi i volti di ognuno.
Nomino le colpe della Storia.
E loro mi aiutano a ripercorrerla.
Sorridono.
I sunniti credono nella discendenza di Maometto nella sua moglie prediletta Aicha.
Aicha mi ricorda un nome e una canzone.
In Iraq ha causato morti assurde.
E non troverai mai un italiano capace di riportare cause ed effetti del mondo di oggi alla caduta dell'Impero Ottomano, a meno che non sia un docente ordinario di Storia.
Ma loro lo sanno. Sanno chi era Ataturk. Sanno perché Saddam Hussein è stato fermato. Conoscono i debiti di Sarkozy con la Libia, e le pezze italiane dell'Eni.
E non hanno nessun abbonamento ad Internazionale.
Lo sanno perché lo sono. Loro sono.
E non mi sento privata dei mie approfondimenti mediatici, oggi, perché ho l'Africa viva che mi parla.
Beatrix si  è ritrovata in Italia raggirata da una zia: "Mi ha detto vieni a farmi da baby sitter per i miei due figli, ti pagherò". Lei è venuta, portando con sé la sua famiglia. Non ha visto un soldo. Ha perso tutto in Costa d'Avorio.
Perché non ci torni?
Non ho più nulla.
Vorresti tornarci?
Vedi, quello che manca a voi italiani è il senso del Viaggio. Gli italiani che non capiscono sono quelli che non si muovono. Si vive una volta sola, et le Monde il est trop grand, il faut le voir.
Lo scrupolo di troppo, la paura, il senso di non ritorno.
Siamo a trenta chilometri da Dakar.
E l'unico modo per comprendere cosa sta accadendo al mondo, è andare a Dakar.
Andare a Tripoli, a Misurata.
Andarci anche stando fermi.
Milioni di italiani pare sappiano tutto del mondo dei poveri cristi che ci muoiono addosso. Che ci muoiono, davvero, addosso.
E non parlano con loro.
Ora so da che parte stare.
Mi troverete sempre a trenta chilometri da Dakar.
A mangiare polipi arrostiti sulle braci a mezzanotte. O gamberi fritti in cantina.
Con la storia quella vera, quella che non sapete, che non vi hanno fatto studiare, che mi passa tra le mani.
E non la fermo.

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