venerdì 28 agosto 2015

Alle otto e un quarto di un mercoledì d'agosto (Citazioni improprie all'ombra serale di un abete) (Come Rimbaud) (avrei preferito nessun ritorno)

Mentre tutto questo accade mezza Italia alle 20.15 guarda i giochi a premi in tv, le serrande socchiuse, socchiuse per non fare entrare occhi che entrano comunque.
Le serrande socchiuse ad imitare i baci sfiorati e non dati.
Mentre tutto questo intorno accade le rinascite sono importanti, a dispetto di quelli che in piena crisi affittano ferrari, ferrari per un giorno per sfrecciare sui passagi pedonali, appannarmi gli occhiali da sole e sentirsi amputati dei senza guardare il mio sguardo inerme che li osserva e in tutta sincerità li comprende.
Per questa crisi nostra signora sovrana che non è mai stata economica e non sarà mai sociale, e che mi avanza intorno mentre tutto questo intorno accade, ed io senza sonno e senza fame, come lei avanzo, verso il mare.
E cateratte verso il baratro.
Stralci di un Rimbaud che ci è rimasto dentro e che ci muore avanti, sempre un passo avanti a noi ogni giorno, mentre accade tutto questo intorno.
E se alzo gli occhi vedo il golfo alla marina, l'odore degli arrosticini e un frastuono da rivoluzione zoppa nei sedici anni passati al caldo a vegliare rane morte.
Il valore di una parola lo riconosce l'albero che ti siede accanto, e una lepre chiamata Vergogna che ti accarezza i capelli mentre tu da tutti i pori che ti sono rimasti, respiri.
Scriveva, "Non ne posso più  dei vostri languori, o Onde" e lo scriveva  lasciandosi cullare da onde che non aveva visto mai. Questa fu la sua forza.
Come una metafora che mi sorpassa su una piccola bici a rotelle bisbigliando del mondo, degli alberi e dei giochi che vorrebbe, a tu per tu col suo peggior nemico immaginario.
C'è una fresca quiete che non vi so narrare.
E voi, chi siete, mentre tutto questo intorno accade.
Col mondo che gira e tu giri con lui, amore mio che non sei stato mai. Che avrei preferito saperti perso, sperduto e felice in un mondo diverso. Che non esiste. Che sarò l'unica a non ascoltare i tuoi racconti perché c'è un sistema di pregiudizi nel fondo di un bicchiere sporco e perché amore c'è gente che viaggia  ogni giorno nel mondo e stando ferma, e in quei giri di mondo inutili e falsi muore.
Io sto dalla parte di Rimbaud, che amava le onde senza averle viste mai.
Sergio alza i calici e brinda alla faccia di tutto ciò che non potrà, perchè non potrebbe mai essere.
La Rata avanza in lega pro e io resto immobile come una donna, in ginocchio, lasciandomi cullare dai velieri e dalle anse. Dall'eterno vigore. Dai flutti di madreperla, dai ghiacciai e dai soli d'argento.
Rimbaud amava le onde, e non le aveva mai viste.

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