giovedì 26 maggio 2016

I' vulesse fa checcosa, pe' ve fa sentì chest'aria.

E all'improvviso arrivò Maggio in Ritardo.
Col suo calore estremo che non sai toglierti una giacca.
E senti di nuovo quel profumo di cornetti mattutini che riportavi alle otto di sera stanca, di ritorno dal mare attraverso un treno mercepersona.
La Cantina era aperta.
E la gente dentro era sveglia e assonnata.
Posizionato in fila l'ultimo dei Bombay vuoti, dopo aver passato mezza notte a parlar d'amore e di Hendrix, cosa ti manca?
Ogni profumo si distingue, ma l'estate che avanza profuma più d'ogni altra cosa.
Non c'è pane appena sfornato,
Non c'è bistecca immediatamente servita.
Ho preparato un ciambellone al cioccolato per un bimbo in arrivo.
La vita comprende innumerevoli sfumature, e la perfetta cottura di quel dolce rimanda al compiacimento che avrebbe avuto un amico a sentirne il profumo ancora da vivo.
Chi muore non sente l'alternanza tra caldo e freddo che sento io adesso.
Il calore di una coperta.
Non avrete mai abbastanza giustificazioni per dire che l'amore non è tutto e non è abbastanza.
Il tetto che sto per costruire desidera d'essere forte e so che per prima dovrò avere le forze.
Per la prima volta diretta a far star bene gli altri senza dover passare primariamente attraverso me stessa, attraverso le mie dure e deplorevoli emozioni da poco.
Bisogna essere capaci di sentir freddo con 30 gradi all'ombra, prima che il termostato sia in grado di rilevarli, è tutto qui il trucco.
Gabriele nuota tra le onde del mare a Punta Penna.
E come sempre lì sorride.
Noi che la vita ce l'abbiamo ancora ferma e supplicante ai nostri piedi, non siamo in grado di vederlo nuotare.
Non meritiamo, di vederlo nuotare e di vederlo sorridere come ha sempre fatto.
Quanta inutilità e allo stesso tempo grazia infinita
In un trascorrere che non è mai uguale a prima
E siamo solo noi che non riusciamo a vederlo.
Noi vivi, pensanti e non capaci di amare.
"Ma le inferriate, sono fatte dagli uomini".
Dedicato.

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