martedì 9 gennaio 2018

Sono diverse le stelle in pianura (O qualcuno sta piangendo nel futuro?)

I mali che hai salpato hanno la funzione di tornare utili come strumenti di rigenerazione per chi si appresta a salparli dopo di te. E sono mali, non mari.
Non è un errore ortografico, purtroppo.
Sono diverse le stelle in pianura?
Qui, nella piana del Po' dove tutto luccica di nebbia, è diverso? Se mi affaccio vedo un palazzo con finestre serrate e porte chiuse. Cosa fate a quest'ora. Di che vivete, e soprattutto come vivete. Che tipi di assurde emozioni provate. Entrando nella mia stanza d'albergo, ho sentito dall'altra parte un rumore, che non era sicuramente di sonno.
E allora accade, accade quello che non ti aspettavi: l'effimero delle sensazioni provate all'istante.
E componi l'ultimo numero che hai chiamato l'ultima volta che hai avuto voglia di chiamare un numero. Non risponde. Non è un male. Non ti aspetti certo una risposta.


Stamattina. Ora di pranzo. Proponendo uno spaghetto. Ed è uscito pure bene.

Quindi, la domanda più alta che tu possa porti (Quindi? Che facciamo, le guardiamo in faccia queste Ceneri di Gramsci intrappolate nelle tue soffitte buie? - la leggibilità: più rendi una frase difficile da leggere, più il tuo interlocutore o lettore ne comprenderà il senso. E' la sfida che pongo al mio Millennio. Accetto volontari).

Quindi mi faccio attraversare. Come il Po' che mi sta respirando accanto, insieme alla puzza di sterco di vacca e al silenzioso caldo apocrifo di un ventilatore sul soffitto.

Ma ti leggeranno in faccia
Che facevi l'amore quasi tutte le sere
E che dormivi pochissime ore
Ti leggeranno in faccia
Quella vaga idea di un futuro migliore
Di futuro migliore.


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