lunedì 20 giugno 2016

Ritrovata. Dopo due anni. Come Rimbaud.

"Saranno i vicoli aggraziati di Marrakech che ho visto solo nei sogni", scrivevo.
Eppure, tra Via Crispi, Vicolo Cassini, le viuzze che si snodano come serpenti alle quattro del mattino, tu rivivi, piccola Signora dalle Scale al Contrario, e mi redimi.
Calpestando a piedi nudi il mio Ritorno a Casa persa tra i mattoni e le pietre di Piazza Mazzini, io silenziosa e in pace ti faccio di nuovo mia. E riscopro la libertà dei miei piedi nudi e indifesi. A cercare il fresco tra le mura che traspirano un calore estivo che ha il suo profumo, e solo quello.
E mi ritrovo Libera. E non ho più paura. E guardo con occhi ritrovati. Rinnovati. Riappacificati.
Fatta pace col mondo, o forse armistizio.
Mi frega che ho imparato a guardarti dal basso verso l'alto, i "fremiti di persiane" che Rimbaud dipingeva sulle strade parigine li ritrovo nelle tue finestre stanche.
E ti abbraccio, a mio modo, respirandoti lentamente.
E tu sei a modo tuo la mia città.
La mia libertà.
Il mio stupore che non muore e non si stanca.
Da un palchetto murato al centro dello Sferisterio, ti ho cantato una lode d'amore che non muore. E di questo mi riempio, andandomene in pace, nel sonno dei miei sonni incerti. Che comunque vada, le tue mura non smetteranno di proteggermi silenziose. Accada quel che, accade.